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IMPARARE A DIVENTARE GRANDI

Essere autonomi non vuol dire essere soli.
Vuol dire avere spazio di esprimere al massimo le proprie capacità, potenziate durante gli incontri di gruppo, ma anche supportate da adattamenti specifici pensati a progettati in maniera individualizzata dagli operatori.

IMPARARE A DIVENTARE GRANDI

Essere autonomi non vuol dire essere soli.
Vuol dire avere spazio di esprimere al massimo le proprie capacità, potenziate durante gli incontri di gruppo, ma anche supportate da adattamenti specifici pensati a progettati in maniera individualizzata dagli operatori.

IMPARARE
A DIVENTARE GRANDI

Essere autonomi non vuol dire essere soli.
Vuol dire avere spazio di esprimere al massimo le proprie capacità, potenziate durante gli incontri di gruppo, ma anche supportate da adattamenti specifici pensati a progettati in maniera individualizzata dagli operatori.

I LABORATORI

Una volta a settimana ci si incontra per due, tre o quattro ore a seconda dell’età e degli obiettivi e ci si mette alla prova in uno spazio protetto per poter riflettere, con calma ma anche sul territorio, per fare più esperienze possibili e sentire sempre più il desiderio di migliorarsi, di crescere al pari degli altri, nel mondo di tutti.

Spazio al gioco con mamma e papà. Sono piccolo, imparo giocando con gli altri ma ho tanto bisogno che giochino con me i miei genitori. Una psicomotricista accompagna il gruppo alla scoperta del corpo, delle sue emozioni e di come il gioco e tanto tanto divertimento siano il miglior stimolo a crescere e imparare.

Giocare sì, ma guardando lontano. Iniziano le elementari, si passa sempre più tempo fuori casa e si cercano i compagni più che i genitori. Che bello ma quanti dubbi. Le educatrici e la psicologa progettano attività ludiche a stampo psico-educative. Si potenzia il ragionamento e si trasferisce nella pratica quotidiana quello che imparo a scuola. Perché fare matematica? Per comprare la merenda!

Adolescenza, che sfida! Cresco io, ma cresce anche il mondo intorno a me. Cambia il corpo, cambiano i compagni, cambiano le scuole e i professori, ci si interroga sul “ma da grande che farà?”. Sempre in gruppo ci si diverte ma si riflette su temi importanti, si impara a conoscere punti di forza e di fragilità, si distingue un sogno da un obiettivo e si traccia una prima linea verso la realizzazione della vita indipendente adulta. Divertimento assicurato durante le uscite. Imparare a prendere un autobus o usare una cartina, che fatica! Ma che meraviglia andare al cinema, al bowling o a fare merenda dove io ho deciso, con i miei amici.

L’età adulta bussa alle porte. Finita la scuola che fare? Spazio a tirocini, stage e via verso il lavoro. Intanto però si rafforzano, potenziano e consolidano le autonomie. Si lavora sugli spostamenti sempre più senza supervisione, la gestione del denaro diventa più concreta, gestire e organizzare il tempo un obiettivo difficile ma necessario, sempre senza dimenticare quanto è fondamentale comunicare e relazionarsi in maniera efficace e appropriata agli altri. Educatrici e psicologa sempre più in prima linea per dettagliare gli adattamenti necessari per ampliare l’autonomia personale ed eventualmente progettare un percorso individuale con i servizi territoriali.

Cerchiamo di dettagliare sempre di più i progetti di vita indipendente secondo le necessità e lo stile di vita del singolo. Il gruppo a volte continua a incontrarsi in associazione, altre si trova fuori, libero da vincoli di orari e giorni ma, secondo gli interessi e le necessità del singolo. Come è naturale che sia. Educatrici e psicologa si interfacciano sempre più con i servizi e con gli educatori territoriali per fare rete e sostenere una vita autonoma, ma inserita pienamente nella società.

L’età adulta porta nuovi impegni, nuovi spazi di vita e a volte qualche difficoltà. La memoria ogni tanto fatica, le relazioni diventano difficili, soprattutto per chi non ha alle spalle un percorso di autonomia e non si sposta da solo. A queste persone proponiamo uno spazio in cui l’autodeterminazione sia garantita e stimolata, organizzando le attività sulla base degli interessi di ognuno e valorizzando al massimo la sua capacità di scelta: un bar, un giornale, un confronto dopo un cinema magari davanti a un aperitivo ed ecco che le energie ritornano e il cervello si rimette in moto. Coi suoi tempi, ma con entusiasmo! Anche in età avanzata è possibile acquisire nuove competenze e scoprire abilità e interessi.

ESPERIENZE DI AUTONOMIA ABITATIVA

Questa attività contribuisce in modo significativo all’acquisizione di un comportamento adulto e responsabile. L’esperienza si svolge inizialmente durante il week end in un appartamento che l’associazione affitta dalla Croce Verde Torino, in via Stelvio 12.

Ci si misura con l’organizzazione della quotidianità: spesa, riordino degli spazi, preparazione dei pasti, cura di se stessi, rispetto delle norme di sicurezza. Ma anche attività di divertimento, che si svolgono tutte nel territorio, in situazioni di massima inclusione. È garantita la più alta espressione della propria autodeterminazione e autonomia; la persona si organizza come meglio crede, come qualsiasi coetaneo farebbe insieme ai suoi amici.

Inoltre, durante la settimana, ci si incontra per l’acquisizione di abilità sempre maggiori legate all’autonomia personale e alla costruzione di un’identità sempre più adulta, con riflessioni guidate su temi attinenti.

Quando si acquista sicurezza, si può passare alla gestione dell’appartamento per qualche giorno in settimana, in cui è necessario conciliare i propri impegni e le proprie attività con quelle della casa e degli altri partecipanti. La presenza dell’educatrice e dei volontari verrà via via ridotta per favorire il massimo slancio verso l’autonomia.

L’esperienza sarà poi estesa ad un’intera settimana, dando l’opportunità ai destinatari di vivere la dimensione quotidiana, rispettando gli impegni che normalmente hanno, in modo autonomo dalla famiglia. A questo punto gli incontri di educatrice e/o psicologa con i genitori e la persona saranno intensificati per studiare soluzioni concrete di vita indipendente adeguate ed efficaci.

USCITE SERALI

Ogni 2 martedì, 4 gruppi di 15/20 persone, equamente divise tra persone con sindrome di Down e giovani volontari, si trovano per uscire insieme la sera per divertirsi come tutte le compagnie di amici. Vanno in birreria, pizzeria, al bowling, al cinema, sulle giostre, al ristorante, in ludoteca e dovunque la loro fantasia li porti.

I volontari si occupano degli accompagnamenti per il raggiungimento del luogo di ritrovo e il rientro a casa dato che, anche chi ha raggiunto un’autonomia sufficiente, potrebbe incontrare difficoltà data l’ora o le località non sempre vicine. Inoltre lo spostamento in auto permette di creare occasione di condividere l’ascolto della musica o di chiacchierare in amicizia.

Ogni anno, in primavera e in autunno, organizziamo dei soggiorni. In primavera si sta via un week end in un rifugio, in una azienda agrituristica oppure in una città d’arte, consapevoli che se il tempo per stare insieme non è tanto sarà bellissimo lo stesso!!! Perché lo scopo è pur sempre questo: due giorni con gli amici a divertirsi…..

In autunno, invece, per 4 giorni facciamo i turisti in una città d’arte: siamo stati a Roma, Napoli, Venezia, Bologna, Trieste, Parigi…… sempre più entusiasti di organizzare nuove esperienze culturali e scoprire città nuove che ci permettano di divertirci, di crescere come persone e affrontare nuove sfide verso l’autonomia e l’adultità.

Non ci credi? Vieni a trovarci e ti racconteremo.

SOGGIORNI

Le vacanze con gli amici sono un’irripetibile occasione per consolidare le autonomie, acquisirne di nuove e aumentare la propria motivazione alla crescita.

Per questo tutti i partecipanti ai laboratori, dai 17 anni in su, divisi in gruppi omogenei per età e interessi, possono fare un periodo di vacanza da condividere insieme ai volontari e agli operatori.

Si vive per 6 giorni insieme. Si fanno gruppi di massimo 10 persone, compresi volontari e operatori, ulteriormente suddivisi in 2 o 3 sottogruppi, alloggiati in bi e trilocali di un residence, per garantire il protagonismo di ciascuno, potenziare le autonomie domestiche, permettere lo sviluppo di relazioni informali e amicali più solide e l’inclusione nella comunità locale.

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